interior design studio dada - Chiavari (Genova)

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Da dove nasce il nome studio dada?

Ovviamente dal Dadaismo o Dada che è una tendenza culturale, sviluppatasi tra il 1916 e il 1920, nata per caso, nella Svizzera neutrale della Prima guerra mondiale, a Zurigo: intorno a un caffè letterario dove si raccoglie un gruppo eterogeneo di artisti e pensatori di varia provenienza . È un gruppo di antimilitaristi e di anarchici, accomunati da un unico stato d'animo: la rivolta e la negazione della cosiddetta ‛civiltà' che in nome di un presunto razionalismo tende a giustificare la violenza della guerra. Si oppongono alla ‛ragione' sulla quale si articola il sistema dei valori istituzionalizzati della società attuale. Alla regola viene a sostituirsi l'eccezione: lo stesso termine dada nasce casualmente.

«Dada nacque dallo spirito di rivolta, che è comune alle adolescenze di tutte le epoche e che esige la completa adesione dell'individuo ai bisogni della sua natura più profonda, senza riguardi per la storia, per la logica o per la morale. Onore, patria, morale, famiglia, arte, religione, libertà, fraternità, tutto quel che vi pare: altrettanti concetti che corrispondono agli umani bisogni, dei quali non resta null'altro che scheletriche convenzioni, private ormai del loro significato primitivo» : così nel 1951 Tristan Tzara, il teorico del movimento dada, metteva a fuoco, nell'introduzione al libro di Motherwell , l'idea di fondazione.

 

Perché Dada?

«Dada non significa nulla. È solo un suono prodotto della bocca.»
(Manifesto Dada del 1918, di Tristan Tzara)

La parola Dada, che identifica il movimento, non significa nulla e già in ciò vi è una prima caratteristica del movimento: quella di rifiutare ogni atteggiamento razionalistico. Il rifiuto della razionalità è ovviamente provocatorio e viene usato per abbattere le convenzioni borghesi intorno all'arte.

Pur di rinnegare la razionalità i dadaisti non rifiutano alcun atteggiamento dissacratorio, e tutti i mezzi sono idonei per giungere al loro fine ultimo: distruggere l'arte. Distruzione assolutamente necessaria per poter ripartire con una nuova arte non più sul piedistallo dei valori borghesi ma coincidente con la vita stessa e non separata da essa.

Dada vuole distruggere tutto, per ricostruire tutto il mondo completamente diverso, rendendo all'uomo quel ruolo di protagonista, che gli è stato tolto a favore dell'organizzazione alienante della società moderna.

 

Caratteristiche del movimento Dada

Carattere dominante del movimento è la rottura di ogni schema razionale, di ogni rassicurante certezza, di valori stabili e costituiti, che formano la mentalità dei benpensanti e definiscono le aspettative del pubblico borghese. Coerentemente con questa forte carica anarchica e sovvertitrice, i dadaisti, più che elaborare un nuovo sistema di valori e quindi una nuova normativa estetica, si concentrano nella demolizione di ogni sistema possibile, e si ribellano in particolare contro il sistema dell’arte. Pur utilizzando l’esperienza delle avanguardie cubista, futurista, espressionista e astrattista, se ne distanziano poi sia per la deliberata avversione a ogni programma sia perché più radicalmente mirano all’annientamento di ogni ‘aura’ poetica, in un estremo tentativo di ricomporre la frattura tra arte e vita.

L'idea base di questi artisti è il rifiuto di ogni forma di cultura tradizionale, esaltando la irrazionalità, l’anarchia, il nichilismo e la casualità nelle arti come in politica e nella morale corrente.

Cercano una via nuova per esprimere il rifiuto di ogni valore e modello della cultura tradizionale e si distinguono per l'indipendenza artistica e per l'impegno nel modificare radicalmente l'approccio mentale all'oggetto artistico.

Si spezza il concetto per cui l’arte è il prodotto di una attività manuale coltivata e ben finalizzata: l’opera d’arte può essere qualsiasi cosa e soprattutto non deve snobisticamente separarsi dalla vita reale, ma confondersi con questa; l’opera dell’artista dunque non nasce più dalla sua abilità manuale, ma dalle idee che con essa riesce a proporre.

Il dadaismo ha messo in dubbio, stravolto, la concezione che si aveva delle cose. Propone il rifiuto della ragione e della logica.

Dada è dunque una rivolta totale contro ogni aspetto della civiltà attuale.

Il dadaismo è stato, nella sua intima essenza, una specie di negazione di tutti i valori e di riaffermazione del principio arbitraristico dell'Io di là da essi.

 

In sintesi:

Dadaismo o Dada un'arte ribelle   

Dada = distruzione di ogni canone (culturale ed ideologico)

«......Così nacque Dada da un bisogno d'indipendenza. Quelli che dipendono da noi restano liberi. Noi non ci basiamo su nessuna teoria»
(Manifesto Dada del 1918, di Tristan Tzara)

Gli artisti dada erano volutamente irrispettosi, stravaganti, provavano disgusto nei confronti delle usanze del passato; ricercavano la

libertà di creatività.